Questo itinerario dell’Armenia in 10 giorni è la rotta che percorriamo più spesso con i viaggiatori indipendenti: due notti a Yerevan, i monasteri della piana dell’Ararat, la lunga discesa verso sud fino a Tatev e un anello nord tra lago Sevan, Dilijan e Gyumri. Distanze vere, tempi di guida onesti e un letto per ogni notte.
| In breve | Dettaglio |
|---|---|
| Chilometri totali | Circa 1.400 o 1.500 km in dieci giorni |
| Tappa più lunga | Yerevan a Goris, circa 240 km e 4 o 5 ore |
| Basi | Yerevan (4 notti), Goris o Halidzor (2), Dilijan (2), Gyumri (1) |
| Mesi migliori | Fine maggio a metà giugno, e tutto settembre |
| Come arrivare | Diretti stagionali da Milano e Roma, altrimenti uno scalo |
| Budget 2026, fascia media | Circa 90 o 140 euro a persona al giorno con auto, alloggio e pasti |
Perché la rotta è disegnata così
L’Armenia sulla carta sembra piccola e su strada è lenta. Il paese è poco più grande della Sicilia, ma quasi ogni strada scavalca un passo, e la media reale sta sui 55 km orari, non sui 90. Pensate alle statali di montagna dell’Appennino, non all’autostrada del Sole.
L’errore classico di chi viene la prima volta è usare Yerevan come base per tutto. Per la piana dell’Ararat e per Garni funziona benissimo, per Tatev non funziona affatto: sono quattro ore per senso di marcia. Perciò questo itinerario si sposta. Yerevan resta l’inizio e la fine, in mezzo ci sono due notti al sud e tre al nord. Per il quadro generale leggete prima la nostra guida al viaggio in Armenia e quando andare in Armenia, mese per mese.
Giorno 1: arrivo e prima sera a Yerevan
Quasi tutti i voli atterrano a Zvartnots a notte fonda o all’alba, è una stranezza di tutta la regione. L’aeroporto dista 12 km dal centro e un taxi costa nel 2026 intorno ai 3.000 o 5.000 dram, cioè sette o dodici euro. Per il primo giorno non programmate nulla oltre alla cena.
Il fuso orario con l’Italia è di sole due o tre ore, quindi nessun jet lag. In compenso Yerevan cena tardi, all’italiana e anche oltre: alle dieci di sera i locali sono pieni e le fontane di piazza della Repubblica ancora accese. Trovate un cortile nelle vie dietro Saryan e lasciate correre la serata.
Dove dormire: Yerevan centro, a piedi da piazza della Repubblica.
Giorno 2: Yerevan a piedi
Date alla capitale una giornata intera prima di mettervi in strada. Presto alla Cascade, finché la pietra è fresca, su per le scalinate per la vista sull’Ararat, poi giù per il giardino delle sculture. Il mercato Vernissage si tiene nel fine settimana: argento, tappeti, vecchie macchine fotografiche sovietiche, legno intagliato. Il memoriale di Tsitsernakaberd merita due ore e un pomeriggio silenzioso.
La lista completa è in cosa vedere a Yerevan. Se preferite farvi accompagnare la prima mattina, c’è la passeggiata guidata per Yerevan.
Dove dormire: Yerevan, stesso albergo.

Giorno 3: Garni, Geghard e la gola dell’Azat
La prima guida è morbida. Garni dista 28 km a est di Yerevan, circa 40 minuti. Il tempio ellenistico sta su uno sperone sopra la gola, e sotto si apre la Sinfonia delle Pietre, una parete di colonne basaltiche esagonali che ricordano la Scala dei Turchi ribaltata in verticale. Geghard è altri 10 km risalendo la valle, un quarto d’ora, ed è scavato dentro la roccia. Entrate nelle camere rupestri e aspettate che qualcuno canti: l’acustica fa il resto.
Al ritorno pranzate nel villaggio di Garni e guardate il lavash schiaffato sulla parete del forno tonir. Totale della giornata sotto i 90 km. Dettagli nella guida a Garni e Geghard, oppure la mezza giornata a Garni e Geghard.
Dove dormire: Yerevan, stesso albergo.
Giorno 4: Khor Virap, Areni e Noravank
Questo è il giorno che resta in mente. Khor Virap è a 40 km a sud di Yerevan, tre quarti d’ora, su una collina della piana dell’Ararat. Il confine turco chiuso passa poche centinaia di metri più in là e il monte Ararat riempie tutto il cielo dietro il monastero. La luce del mattino è la migliore: a settembre, nell’ora dopo l’alba, la foschia non è ancora salita. I tempi giusti sono nella guida a Khor Virap e al monte Ararat.
Da lì sono 75 km ancora verso sud fino ad Areni, un’ora e un quarto, entrando nel Vayots Dzor. Areni è il paese del vino armeno e ospita la grotta dove è stata scavata la più antica cantina conosciuta al mondo. Assaggiate da due o tre piccoli produttori, poi risalite gli ultimi 8 km della gola rossa fino a Noravank, che al tardo pomeriggio diventa arancione. Vedete Noravank e la regione vinicola di Areni e la guida al vino armeno.
Dove dormire: Yerevan. Percorrenza circa 230 km andata e ritorno.
Giorni 5 e 6: verso sud, Goris e Tatev
Il quinto giorno è quello lungo. Da Yerevan a Goris ci sono 240 km e quattro o cinque ore, perché la strada scavalca il passo Vorotan a 2.344 metri e altri due. Spezzatela a Jermuk, con la galleria delle acque minerali e la cascata, oppure a Sisian. Arrivate a Goris nel pomeriggio e salite alle abitazioni rupestri della vecchia Khndzoresk, con il ponte sospeso sopra il burrone.
Il sesto giorno è Tatev. La funivia che parte da Halidzor, le Ali di Tatev, misura 5.752 metri e detiene il record mondiale come più lunga funivia a va e vieni a doppia trazione senza fermate intermedie. Dura dodici minuti sopra la gola del Vorotan, con solo aria sotto la cabina. Il monastero dall’altra parte risale al nono secolo ed è stato un’università. Calcolate tre ore.
Tutto il resto è nella guida al monastero di Tatev e alla funivia e nel percorso Armenia del sud on the road. Chi non vuole guidare questa tratta può prendere il tour di due giorni a Tatev, che copre esattamente queste due giornate.
Dove dormire: Goris o Halidzor, due notti.

Giorno 7: risalita a nord per il passo Selim
Si torna verso nord passando per la vecchia strada di Selim. Il caravanserraglio degli Orbelian, a 2.410 metri, sta sulla via della Seta dal 1332 ed è quasi sempre deserto, pecore a parte. Dal passo la strada scende sulla sponda meridionale del lago Sevan. Giornata di circa 250 km e sei ore con le soste, quindi partenza presto.
Attenzione: il passo Selim chiude con la neve, di norma da novembre ad aprile. In inverno si rientra dalla strada principale, più lunga ma sempre aperta. Su come cambia il paese nella stagione fredda, vedete Armenia in inverno.
Dove dormire: Dilijan.
Giorno 8: lago Sevan e Dilijan
Il Sevan sta a 1.900 metri ed è uno dei più grandi laghi d’alta quota del mondo. La penisola di Sevanavank con le due chiese del nono secolo è la sosta classica, 65 km da Yerevan, mentre Hayravank poco più a sud è più tranquilla. Mangiate la trota del lago, l’ishkhan, in un locale sulla riva.
Dilijan è a 35 km oltre un tunnel, quaranta minuti, e il cambio è totale: pineta, balconi di legno, nebbia. Gli armeni la chiamano la loro Svizzera, e la battuta è più vecchia di tutti noi. Percorrete la vecchia via Sharambeyan, poi il sentiero nel bosco fino al monastero di Haghartsin. Vedete la guida al lago Sevan e la guida a Dilijan, oppure prenotate l’escursione a Sevan e Dilijan.
Dove dormire: Dilijan, seconda notte.
Giorno 9: il Lori, poi ovest verso Gyumri
A nord di Dilijan, nel canyon del Debed, stanno Haghpat e Sanahin, due monasteri patrimonio UNESCO a circa 80 km, un’ora e mezza. Sono i luoghi che sembrano più antichi di tutta l’Armenia, muschio e ombra. Da Sanahin sono altri 130 km verso ovest fino a Gyumri, due ore e mezza attraverso Stepanavan e la valle del Pambak.
Gyumri è la seconda città del paese, ricostruita in tufo nero dopo il terremoto del 1988, e ha un carattere diverso da Yerevan: più imperiale russa, più malinconica, con il pane migliore del paese. Camminate nel quartiere vecchio di Kumayri. Approfondimento in Armenia del nord, Gyumri e Lori.
Dove dormire: Gyumri.
Giorno 10: Echmiadzin, Zvartnots e rientro
Da Gyumri a Yerevan sono 120 km di buona strada, circa due ore. Spezzate a Echmiadzin, sede della Chiesa apostolica armena e cattedrale più antica del paese, e alle rovine della cattedrale di Zvartnots del settimo secolo, poco prima dell’aeroporto. È un incastro perfetto per un volo serale o notturno. Se il vostro parte all’alba, aggiungete piuttosto un’ultima notte a Yerevan e cenate con calma.
La variante corta in 7 giorni
Con una settimana sola, non comprimete dieci giorni: togliete una regione intera. Due versioni funzionano bene.
- Settimana con il sud: Yerevan (2 notti), Garni e Geghard in giornata, Khor Virap con Areni e Noravank in giornata, poi Goris e Tatev (2 notti) e due notti finali a Yerevan. Saltate Sevan, Dilijan e Gyumri.
- Settimana con il nord: Yerevan (3 notti) con Garni, Geghard, Khor Virap e Noravank in giornata, poi Dilijan (2 notti) per Sevan, Haghartsin e il canyon del Debed, e Gyumri (1 notte). Salta Tatev, che fa male ma è la rinuncia più gestibile.
Il nostro tour classico dell’Armenia in 7 giorni segue la prima versione. Cosa altro si incastra nelle giornate lo trovate in escursioni da Yerevan.
Note pratiche prima di prenotare
Le strade di questo itinerario sono asfaltate e in condizioni decorose. I tratti di montagna sono però stretti, i camion lenti e le mucche hanno di fatto la precedenza. Guidate di giorno. I distributori sono frequenti sulle statali principali e rari sulla strada di Selim, quindi fate il pieno a Yeghegnadzor. Fuori da Yerevan e Dilijan le sistemazioni sono più case per ospiti che alberghi, ed è proprio questo il bello: la colazione è quasi sempre fatta in casa.
Una parola sul calendario. Le ferie di agosto coincidono con il periodo più caldo nella piana dell’Ararat, dove si toccano facilmente i 35 gradi, mentre in quota si sta bene: se venite ad agosto, spostate una notte in più su Dilijan o sul Sevan. Un ponte di primavera o quello di Ognissanti sono troppo corti per questo itinerario ma perfetti per un lungo weekend a Yerevan con due escursioni. I costi in dettaglio sono in costi di viaggio in Armenia, i mezzi in come muoversi in Armenia.
Facciamo questa rotta come viaggio privato per viaggiatori indipendenti, con un autista e guida del posto che sa in quale casa per ospiti trovate la marmellata di albicocche buona. Date un’occhiata ai nostri tour e ditecci quanti giorni avete.
Domande frequenti
Dieci giorni bastano per visitare l'Armenia?
Dieci giorni sono la misura giusta per un primo viaggio. Permettono due notti a Yerevan, i monasteri della piana dell'Ararat e del Vayots Dzor, la lunga discesa a sud fino a Tatev e l'anello nord tra lago Sevan, Dilijan e Gyumri senza nemmeno una giornata massacrante. Con meno tempo bisogna rinunciare al sud oppure al nord.
Come si arriva in Armenia dall'Italia?
Da Milano e da Roma esistono collegamenti diretti stagionali per Yerevan, con circa quattro ore e mezza di volo. Da Bologna, Venezia e Napoli si vola quasi sempre con uno scalo a Vienna, Varsavia, Atene, Istanbul o Doha, per un totale di otto o dodici ore. Gli orari cambiano di stagione in stagione, quindi verificate prima di prenotare.
Serve la macchina per questo itinerario?
Serve un'auto, ma non per forza guidata da voi. La maggior parte dei viaggiatori noleggia oppure prende un'auto con autista locale, e nel 2026 il costo finale è quasi identico una volta contati carburante e parcheggi. Le marshrutka collegano le città principali a poco prezzo ma non portano a Geghard, Noravank o alla funivia di Tatev con orari sensati.
Conviene andare in Armenia ad agosto?
Agosto funziona, a patto di sapere dove si dorme. Nella piana dell'Ararat si superano spesso i 35 gradi, mentre a Dilijan e sul lago Sevan, a 1.900 metri, le sere sono fresche. Se potete scegliere, la prima metà di settembre offre la stessa luce con dieci gradi in meno e la vendemmia in corso.
Si può ridurre questo itinerario a una settimana?
Sì, ma non comprimendo tutto. Meglio togliere un'intera regione: o si tiene il sud con Tatev e si rinuncia a Sevan, Dilijan e Gyumri, oppure si tiene il nord e si lascia perdere Tatev. Nell'articolo trovate entrambe le versioni con le notti e le distanze già ricalcolate.

