Escursioni da Yerevan: sei itinerari che funzionano davvero

Aerial view of Garni Temple on the edge of the Azat gorge, Kotayk, Armenia

Le migliori escursioni da Yerevan portano a un tempio pagano del primo secolo, a un monastero scavato nella roccia, ai piedi del monte Ararat e a un lago a 1.900 metri di quota, tutto entro due ore di macchina. L’Armenia è grande poco più della Lombardia, e questo è il vantaggio pratico di stabilirsi nella capitale.

DestinazioneDistanzaTempo di guidaDurata
Garni e Geghard35 o 40 km a est45 minMezza giornata
Khor Virap40 km a sud50 minMezza giornata, intera con Noravank
Echmiadzin e Zvartnots20 km a ovest30 minMezza giornata
Lago Sevan e Dilijan65 e 105 km a nord1 o 2 oreGiornata intera
Amberd e Aragats55 km a nordovest1 ora e 15Giornata intera, da giugno a ottobre
Areni e Noravank110 o 120 km a sudest2 oreGiornata intera

Come ragionare sulle escursioni in Armenia

I luoghi da vedere si distribuiscono lungo poche vallate che partono a raggiera da Yerevan. Quasi ogni buona escursione è quindi un andata e ritorno sulla stessa strada. Da qui la regola più utile: tutto ciò che sta sulla stessa direttrice si può combinare, due direzioni diverse nello stesso giorno mai. Chi prova a fare Sevan la mattina e Khor Virap il pomeriggio passa cinque ore in auto e non si ricorda niente.

Le strade principali sono buone, gli accessi ai monasteri spesso sconnessi. Le distanze sembrano ridicole sulla cartina e richiedono comunque più tempo del previsto, per i tornanti e perché vi fermerete a guardare. Aggiungete il 30 per cento a qualunque stima del navigatore.

Se non avete ancora organizzato i giorni in città, la nostra guida su cosa vedere a Yerevan si abbina bene a questa.

1. Garni e Geghard, la mezza giornata irrinunciabile

È l’escursione che quasi tutti fanno per prima, e a ragione. Il tempio di Garni sorge su uno sperone sopra la gola dell’Azat, un colonnato greco romano del primo secolo dopo Cristo, di quando l’Armenia era un regno in equilibrio tra Roma e i Parti. È l’unico tempio classico rimasto in piedi nell’ex Unione Sovietica, ricostruito con le sue stesse pietre dopo il terremoto del 1679. A chi ha visto Paestum la pianta risulterà familiare, ma qui il colonnato sta a strapiombo sopra un canyon, e sotto ci sono le canne d’organo di basalto della cosiddetta Sinfonia delle Pietre.

Dieci chilometri più avanti nella valle, Geghard è tutt’altra cosa. Metà del monastero è costruita, metà è scavata direttamente nella parete, camere svuotate dall’alto verso il basso da scalpellini che non potevano sbagliare un colpo. Entrate nella cappella sul fondo e aspettate un coro. I gruppi cantano lì perché l’acustica trasforma quattro voci in quaranta, e sono i trenta secondi che quasi tutti ricordano meglio di tutto il viaggio.

Abbinateci il pranzo nel villaggio di Garni, dove le famiglie cuociono il lavash nel tonir, il forno interrato, e vi lasciano schiaffare l’impasto contro la parete. Tutti i dettagli nella nostra guida al tempio di Garni e al monastero di Geghard.

Stone carvings on the facade of Katoghike church at Geghard Monastery, Armenia
I rilievi scolpiti nella roccia all'interno di Geghard

2. Khor Virap, l’Ararat a portata di mano

Khor Virap sta su una collinetta nella piana dell’Ararat, contro la frontiera chiusa con la Turchia. Il motivo per andarci sta alle sue spalle: il monte Ararat, 5.137 metri, riempie da qui tutto il cielo meridionale. È il simbolo nazionale armeno e dal 1921 si trova in territorio turco, una frase che spiega parecchio di questo paese.

Il monastero in sé è modesto, ma sotto c’è la fossa dove secondo la tradizione Gregorio Illuminatore rimase prigioniero tredici anni prima di convertire re Tiridate e fare dell’Armenia il primo stato cristiano della storia, nel 301. Si scende con una scala di ferro. È stretta e buia, e vale la pena farlo una volta.

Qui l’orario conta più che altrove. L’Ararat si vede quasi sempre all’alba e sparisce nella foschia dalla tarda mattinata in poi durante l’estate. Primavera e autunno danno le probabilità migliori. Leggete la nostra guida a Khor Virap e al monte Ararat prima di decidere a che ora partire.

Khor Virap da solo occupa mezza giornata, quindi la maggior parte dei viaggiatori prosegue verso sudest fino a Noravank e Areni. È la miglior giornata intera in partenza da Yerevan.

3. Areni, Noravank e la terra del vino

Un’ora oltre Khor Virap il paesaggio diventa rosso. Noravank chiude una gola stretta di rocce color ruggine: un complesso del tredicesimo secolo la cui chiesa a due piani si raggiunge con una scala esterna strettissima e senza parapetto. I rilievi dello scultore Momik, compresa un’insolita raffigurazione di Dio Padre, sono tra i più belli del paese. La luce del tardo pomeriggio su quelle pareti è il motivo per cui i fotografi costruiscono l’intero viaggio attorno a questa tappa.

Poco distante, Areni è il cuore della viticoltura armena. Nella grotta di Areni-1 è stata trovata la cantina più antica conosciuta al mondo, circa 6.100 anni, insieme a una scarpa di cuoio della stessa epoca oggi esposta a Yerevan. I piccoli produttori lungo la strada fanno degustazioni per pochi euro. L’uva autoctona Areni Noir dà un rosso leggero e di buona acidità, più vicino a un Nerello Mascalese dell’Etna che a un vino strutturato del sud. Le informazioni pratiche sono nella guida a Noravank e alla regione vinicola di Areni.

Colourful red cliffs of the gorge around Noravank Monastery, Armenia
Le pareti color ruggine della gola di Noravank

4. Lago Sevan e Dilijan, l’anello nord

Il Sevan è uno dei più grandi laghi d’alta quota del mondo, sta a 1.900 metri e copre circa un sesto della superficie armena. Con il sole l’acqua è di un turchese improbabile, con le nuvole diventa grigio ardesia. Il monastero di Sevanavank occupa una penisola sulla riva nordoccidentale, in cima a una scalinata di circa 200 gradini di cui tutti si lamentano e che tutti salgono.

Superato il passo di Sevan il paesaggio cambia del tutto. Dilijan è verde, boscosa e umida, qualcosa a metà tra il Trentino e l’Appennino emiliano, e agli armeni sembra così esotica che la chiamano la piccola Svizzera. La via Sharambeyan restaurata ha botteghe artigiane e balconi di legno, il monastero di Haghartsin sta nel bosco a dieci chilometri. La nostra guida al lago Sevan parla di spiagge, pesce e balneazione.

Sul bagno: l’acqua resta fredda fino a fine luglio ed è davvero piacevole solo ad agosto. I gamberi di lago e la trota ishkhan nei ristoranti sulla riva sono invece ottimi tutto l’anno.

5. Echmiadzin e Zvartnots, la mezza giornata spirituale

Venti chilometri a ovest, Echmiadzin (ufficialmente Vagharshapat) è la sede del Catholicos e il centro della Chiesa apostolica armena, fondata nel 301 e considerata il più antico sito cattedrale al mondo. La cattedrale è stata a lungo in restauro negli ultimi anni, quindi conviene informarsi prima di partire. Il complesso attorno, il tesoro e le chiese di Santa Hripsime e Santa Gayane restano comunque notevoli.

Al ritorno fermatevi a Zvartnots, la cattedrale circolare del settimo secolo crollata in un terremoto intorno al 930. Restano il basamento e un anello di colonne, ma la scala colpisce: mille trecento anni fa qui stava una rotonda su tre livelli. Entrambi i siti sono patrimonio UNESCO.

Si combina bene con una mattinata a Khor Virap per una giornata lunga ma gestibile.

6. Amberd e il monte Aragats, quella alpina

Amberd è una fortezza del settimo secolo a 2.300 metri sul versante sud dell’Aragats, la montagna più alta dell’Armenia. La strada sale tra pascoli alpini e, a giugno, distese di fiori. Il castello e la sua chiesetta stanno su uno sperone sopra la confluenza di due gole, e intorno non c’è nient’altro.

Più in alto, sulla stessa strada, il lago Kari a 3.200 metri è il punto di partenza per la salita alla cima sud dell’Aragats. La strada resta chiusa dalla neve grosso modo da novembre a fine maggio, quindi questa escursione si fa solo da giugno a ottobre. Portate una giacca a prescindere da cosa dice il meteo di Yerevan: lassù ci sono regolarmente 15 gradi in meno.

Lungo il percorso c’è il monumento all’alfabeto armeno, trentanove lettere scolpite in pietra in mezzo a un prato. Una sosta di cinque minuti che piace più di quanto ci si aspetti.

Come arrivarci: tour, taxi, marshrutka o auto a noleggio

  • Tour organizzato. La soluzione più semplice. Nel 2026 le escursioni di gruppo in giornata da Yerevan costano indicativamente 25 o 60 euro a persona, secondo la distanza e cosa include. I tour privati costano di più ma il ritmo lo decidete voi.
  • Taxi a giornata. Molto diffuso e onesto. Mettete per iscritto prezzo e itinerario prima di partire. Calcolate 40 o 70 euro per una giornata intera, qualcosa in più per Areni e Noravank. Fatelo organizzare alla struttura dove dormite invece di fermare un’auto per strada.
  • Marshrutka. I minibus partono dalle autostazioni di Yerevan verso le cittadine per uno o due euro, ma si fermano nei paesi, non ai monasteri. Vanno bene per Sevan, Echmiadzin e Dilijan, sono scomodi per Geghard, Noravank e Amberd.
  • Auto a noleggio. Da circa 30 o 50 euro al giorno. I cartelli sono in armeno e in caratteri latini, la guida è decisa ma non aggressiva, il carburante costa poco. Evitate le strade di montagna dopo il tramonto.

La nostra guida su come muoversi in Armenia approfondisce ciascuna opzione.

Organizziamo escursioni in giornata da Yerevan, in piccoli gruppi o private, per chi viaggia da solo o in modo indipendente, con guide cresciute in queste valli. Guardate tutti i nostri tour oppure i due che si riempiono per primi: Garni e Geghard in mezza giornata e Khor Virap, Areni e Noravank in giornata intera.

Quale scegliere in base ai giorni che avete

Un giorno: Garni e Geghard al mattino, rientro a Yerevan per un pranzo lungo. È il miglior rapporto tra meraviglia e chilometri di tutto il paese.

Due giorni: aggiungete Khor Virap con Noravank e Areni. Ararat, gola rossa e vino in una sola giornata piena.

Tre giorni: aggiungete Sevan e Dilijan per il contrasto. Passare in novanta minuti dalla piana secca dell’Ararat a una valle verde e boscosa è uno dei piaceri strani di questo viaggio.

Quattro o più: smettete di fare escursioni in giornata. Prendete l’escursione al lago Sevan e a Dilijan come ultima, poi spostate la base e scendete verso Tatev o salite in Lori. L’Armenia migliora man mano che ci si allontana dalla capitale, e dormire in una guesthouse di villaggio è un’esperienza diversa.

Note pratiche valide per tutte

  • Partite presto. Luce migliore, siti vuoti, e la foschia pomeridiana nasconde le montagne.
  • I monasteri sono chiese in funzione. Spalle e ginocchia coperte, uomini a capo scoperto, voce bassa. Il velo per le donne non è obbligatorio quasi da nessuna parte, ma spesso ne trovate all’ingresso.
  • Portate contanti in banconote piccole. Bar di paese, offerte all’ingresso e venditori di miele lungo la strada non prendono carte.
  • Quasi tutti i monasteri sono gratuiti. Garni e Zvartnots hanno un biglietto simbolico, intorno ai due euro.
  • Acqua e una felpa. Il meteo di montagna cambia in fretta e anche d’estate nel tardo pomeriggio in quota si sta freschi.

Scegliete due direzioni, non cinque, e tornerete a Yerevan ogni sera con la sensazione di aver visto qualcosa, non di esserci passati davanti.

Domande frequenti

Qual è la migliore escursione da Yerevan?

Garni e Geghard non delude nessuno. Un tempio pagano del primo secolo affacciato su una gola e un monastero scavato per metà nella roccia, entrambi a meno di 45 minuti dalla città e visitabili in mezza giornata. Se avete un giorno intero e volete vedere l'Ararat, scegliete invece Khor Virap insieme a Noravank e Areni.

Si possono vedere lago Sevan e Dilijan in un giorno solo?

Sì, senza correre. Sevan dista circa 65 chilometri da Yerevan e Dilijan altri 40 chilometri oltre, quindi il giro completo è di circa 250 chilometri. Una giornata tipo parte alle nove, si ferma al monastero di Sevanavank, pranza sul lago o a Dilijan e rientra nel primo pomeriggio inoltrato.

Meglio un tour guidato o muoversi da soli?

Funzionano entrambe le cose. Le marshrutka, i minibus locali, raggiungono le cittadine a pochi euro ma non arrivano ai monasteri, quindi l'ultimo tratto resta a piedi. Prendere un taxi per l'intera giornata è la soluzione indipendente più comune e costa circa 40 o 70 euro. Un tour guidato costa di più ma in posti come Geghard il racconto fa davvero la differenza.

Quante escursioni conviene programmare?

Due o tre sono il numero giusto per una settimana in Armenia. Di più significa passare la vacanza in macchina tornando ogni sera allo stesso albergo. Dopo la terza conviene spostare la base verso sud a Yeghegnadzor o Goris, oppure verso nord a Dilijan, e continuare da lì.