Viaggiare in Armenia con bambini funziona meglio di quanto i genitori si aspettino, per un motivo semplice: qui un bambino al ristorante è una bella notizia, non un problema. Le difficoltà vere sono le distanze e i tornanti, non la sicurezza né il cibo. Ecco come le famiglie se la cavano davvero.
| In breve per le famiglie | Dettaglio |
|---|---|
| Base migliore | Yerevan, con gite di due ore al massimo |
| Mesi migliori con i figli | Fine maggio e giugno, e settembre |
| Bagni | Lago Sevan a luglio e agosto, circa 20 o 23 gradi |
| Problema pratico principale | Mal d’auto sulle strade di montagna |
| Acqua del rubinetto | Ottima e sicura a Yerevan e nella maggior parte delle città |
| Pannolini, latte, farmaci | Facili a Yerevan, scarsi nei villaggi |
Come gli armeni trattano i bambini
Bisogna partire da qui, perché cambia tutto il resto. In Armenia i bambini sono proprietà pubblica nel senso più affettuoso del termine. In metro uno sconosciuto offrirà una caramella a vostro figlio. Il cameriere prenderà in braccio il neonato e lo porterà in cucina a conoscere il cuoco, e ci rimarrà un po’ male se lo fermate. Le nonne vi spiegheranno che il bambino è vestito troppo leggero, perché il bambino è sempre vestito troppo leggero.
Se venite dal sud Italia riconoscerete tutto immediatamente. Se venite da Milano ci vorranno due giorni. È affetto, non invadenza. Il rovescio della medaglia è che i servizi formali scarseggiano: i fasciatoi fuori dai centri commerciali quasi non esistono, il seggiolone è questione di fortuna, e nessuno si aspetta che i bambini dormano alle sette. Le famiglie armene cenano alle nove con il bimbo di quattro anni addormentato sul divanetto, esattamente come a Palermo ad agosto. Il contesto culturale è spiegato meglio in cultura armena e ospitalità.
Il volo, che è la parte più difficile
Diciamolo chiaramente: l’ostacolo maggiore è l’orario dei voli. Da Milano e da Roma esistono collegamenti diretti stagionali per Yerevan con circa quattro ore e mezza di volo, da Bologna, Venezia o Napoli si passa quasi sempre da Vienna, Varsavia, Atene, Istanbul o Doha. Il problema è che molti aerei atterrano a Zvartnots fra le due e le cinque del mattino. Mettete in conto di perdere il giorno dell’arrivo, prenotate la prima notte dalla sera precedente e non programmate nulla per le prime ventiquattro ore.
I seggiolini vanno richiesti in anticipo, con età e peso, sia al noleggio sia all’autista. All’ultimo momento raramente c’è qualcosa di pronto.
Yerevan come base di famiglia
Tenete la capitale come punto fermo. È compatta, pianeggiante in centro, sicura anche di sera e piena di cose che piacciono ai bambini senza che nessuno le abbia pensate per loro.
La Cascade
La gigantesca scalinata di pietra chiara è il posto più riuscito della città con i figli. Dentro ci sono scale mobili, il che trasforma 572 gradini in un gioco, e a ogni livello ci sono sculture contemporanee: un grosso gatto di bronzo, un kiwi blu, conigli e leoni. Il giardino delle sculture in basso è gratuito e le fontane vanno tutta l’estate. Andateci presto o dopo le cinque, quando la pietra si è raffreddata.
Parchi e zoo
Il Parco della Vittoria sopra la Cascade ha un luna park d’altri tempi con ruota panoramica e autoscontri, la statua enorme di Madre Armenia e la vista migliore sulla città. Il Parco degli Innamorati in centro è ombreggiato e ha uno stagno. Lo zoo di Yerevan è modesto rispetto agli standard europei, qualche famiglia lo salta, ma ai piccoli piace ed è economico. Altre idee in cosa vedere a Yerevan.
Acqua e giornate storte
Yerevan ha diversi parchi acquatici aperti in estate, e quasi tutti gli alberghi grandi vendono l’ingresso giornaliero alla piscina. In un pomeriggio a trentasei gradi è un investimento migliore dell’ennesima chiesa.

Le funivie, il colpo sicuro
Niente vende un monastero a un bambino di otto anni come arrivarci in funivia. Le Ali di Tatev, nel profondo sud, misurano 5.752 metri e detengono il record mondiale di funivia a va e vieni più lunga senza fermate intermedie. La traversata sopra la gola del Vorotan dura dodici minuti e se ne parla per settimane. Il problema è arrivarci: da Yerevan sono quattro o cinque ore per senso di marcia, quindi non è una gita in giornata ma una tappa con pernottamento a Goris. Vedete la guida al monastero di Tatev o il tour di due giorni a Tatev.
Più vicino: la cittadina termale di Jermuk ha una piccola funivia e una passeggiata alla cascata, e Tsakhkadzor, a un’ora da Yerevan, ha una cabinovia in tre tronchi che sale il monte Teghenis e funziona anche d’estate. Tsakhkadzor è la migliore mezza giornata in montagna con bambini piccoli.
Il lago Sevan, il nostro mare
Il Sevan sta a 1.900 metri ed è immenso. A luglio e agosto le spiagge basse della sponda nord, vicino alla città di Sevan, arrivano intorno ai 20 o 23 gradi: per i bambini si fa il bagno, per un adulto abituato al Tirreno è un’altra storia. La sabbia è vera e i lidi affittano lettini e ombrelloni per qualche migliaio di dram. La mattina fa freddo e il pomeriggio tira vento, quindi programmate il bagno fra mezzogiorno e le quattro.
Abbinatelo alla penisola di Sevanavank, dove le due chiese del nono secolo stanno in cima a circa duecento gradini: fatica per i piccoli, ricompensa garantita in cima. A cena trota del lago, ishkhan, grigliata intera. Tutto il resto nella guida al lago Sevan.
Dilijan, quaranta minuti più in là, è l’alternativa verde e fresca quando la piana brucia: sentieri nel bosco, un piccolo centro storico e la passeggiata sotto i faggi fino al monastero di Haghartsin. Vedete la guida a Dilijan, oppure fate entrambe con l’escursione a Sevan e Dilijan.
Distanze, tornanti e mal d’auto
Questo è il punto che le famiglie sottovalutano sempre. L’Armenia è poco più grande della Sicilia, ma la media reale di percorrenza sta sui 55 km orari, non sui 90, perché quasi ogni strada scavalca un passo. Quelli che sulla carta sono 120 chilometri diventano due ore e mezza e quaranta tornanti, come una statale dell’Appennino tosco-emiliano ma per tutto il giorno.
Cosa funziona con i bambini:
- Tratte singole sotto le due ore, e sotto i novanta minuti con bimbi di meno di cinque anni.
- Fermarsi ogni quaranta minuti anche se nessuno l’ha chiesto. C’è quasi sempre una fonte, un banchetto di frutta o una croce di pietra da guardare.
- Mettere davanti chi soffre, finestrino socchiuso, occhi sull’orizzonte.
- Guidare di mattina. Tornanti dopo un pranzo armeno sono una pessima idea.
- Evitare il passo Selim e il passo Vorotan con bambini molto piccoli, se la rotta lo consente.
Le gite comode da Yerevan con i figli sono Garni e Geghard (quaranta minuti a tratta, e le colonne di basalto della Sinfonia delle Pietre piacciono davvero), Khor Virap (tre quarti d’ora, e ci si affaccia sulla fossa), Echmiadzin (venticinque minuti) e Tsakhkadzor. Per la logistica vedete come muoversi in Armenia, e la mezza giornata a Garni e Geghard tiene corta la guida.

Cosa mangeranno davvero
La cucina armena è delicata. Il piccante praticamente non esiste, il che elimina in partenza l’ostacolo principale. Ordinazioni sicure:
- Lavash, la sfoglia sottile di pane, utile come una piadina per avvolgere qualsiasi cosa.
- Khorovats, spiedini alla brace di maiale, pollo o agnello, semplici e affumicati.
- Lahmajo, un disco di pasta sottilissima con poca carne macinata, che è in sostanza una pizza bassa e si vende come tale.
- Manti, piccole barchette di pasta al forno servite con yogurt: quasi sempre un successo.
- Matsun, yogurt naturale denso, e formaggi freschi più vicini alla mozzarella che a qualcosa di stagionato.
- Gata, un dolce da forno, e il gelato armeno, che è denso e buono.
La frutta è l’arma segreta: albicocche fra fine giugno e luglio, pesche, fichi, uva da agosto e melograni in ottobre. Il succo di melograno si spreme all’angolo della strada. Alla prima occasione evitate di ordinare ai bambini la zuppa acidula spas o il pane alle erbe di montagna, jengyalov hats. Piatto per piatto nella nostra guida alla cucina armena.
Dove dormire in famiglia
A Yerevan affittate un appartamento. La città ha una quantità enorme di case in centro, costano meno di due camere d’albergo, hanno cucina e lavatrice, e i bambini dormono meglio con una porta fra loro e i genitori. Cercate attorno alle vie Amiryan e Saryan e al viale Mashtots, così fate tutto a piedi.
Fuori dalla capitale la scelta giusta sono le case per ospiti a gestione familiare: giardino, a volte le galline, sempre troppa colazione, e padroni di casa felici di far cenare i vostri figli alle sei anche se loro mangiano alle nove. Sul Sevan e a Tsakhkadzor ci sono alberghi con piscina che nelle settimane calde valgono il prezzo. A Dilijan meglio qualcosa ai margini del bosco che sulla strada di passaggio.
Salute, sicurezza e il resto
L’Armenia è sicura per le famiglie e la criminalità violenta è rarissima. L’acqua del rubinetto a Yerevan scende dalle montagne ed è eccellente, i bambini possono berla senza pensieri, e le fontanelle pubbliche chiamate pulpulak stanno a ogni secondo angolo e diventano un gioco. Le farmacie sono ovunque e molte aperte ventiquattr’ore. Pannolini, latte in polvere e i farmaci pediatrici comuni si trovano facilmente nei supermercati di Yerevan, molto meno nei villaggi, quindi fate scorta prima di partire per le regioni.
Il pericolo vero è il sole. Yerevan sta a mille metri, il sole estivo è tagliente, cappellino e protezione alta a luglio non sono facoltativi, e nei siti monastici l’ombra è poca. Il secondo è il traffico: gli automobilisti sono decisi e le strisce pedonali vengono lette come un suggerimento, quindi sul viale Mashtots si tiene la mano. Ricordate anche che la tessera sanitaria italiana non vale qui: serve una polizza di viaggio con spese mediche e rimpatrio. Il quadro generale è in l’Armenia è sicura per viaggiare.
Una settimana che funziona davvero
Tre notti a Yerevan con Cascade, Parco della Vittoria, zoo e piscina, più una gita facile a Garni e Geghard. Poi due notti sul lago Sevan per il bagno e Sevanavank, due notti a Dilijan per l’aria fresca e i sentieri, e rientro a Yerevan per il volo. In tutto sono circa sei ore di auto su tutta la settimana, un carico che i piccoli reggono. Se i vostri figli hanno più di dieci anni aggiungete Tatev e usate come traccia il nostro itinerario dell’Armenia in 10 giorni.
Organizziamo viaggi di famiglia spezzando le tratte in pezzi che i bambini sopportano, con un autista che si ferma al banchetto della frutta senza che glielo chiediate. Guardate i nostri tour e ditecci quanti anni hanno i vostri figli.
Domande frequenti
L'Armenia è adatta ai bambini piccoli?
Sì, con un avvertimento. Gli armeni adorano i bambini, il paese è sicuro, il cibo è delicato e Yerevan si gira a piedi. L'avvertimento riguarda le distanze: quasi ogni meta fuori dalla capitale sta in fondo a una strada di montagna piena di tornanti. Con figli sotto i cinque anni conviene stare a Yerevan e scegliere gite brevi.
Si trovano i seggiolini auto in Armenia?
Sì, sia con il noleggio sia con l'autista, ma solo se li prenotate in anticipo indicando età e peso del bambino. Sul posto è raro trovarne di disponibili all'ultimo. Chi è esigente sul modello porta il proprio da casa: quasi tutte le compagnie aeree lo imbarcano gratuitamente.
I bambini soffrono le strade di montagna armene?
Il mal d'auto è il problema numero uno delle famiglie qui. Le strade per Geghard, Noravank, il passo Selim e Tatev sono tutte a tornanti continui. Tenete le tratte sotto le due ore, fermatevi ogni quaranta minuti, mettete davanti chi soffre e viaggiate al mattino invece che dopo un pranzo abbondante.
Si può fare il bagno nel lago Sevan?
A luglio e agosto sì. Sulle spiagge basse della sponda nord l'acqua arriva intorno ai 20 o 23 gradi. È un lago a 1.900 metri, quindi non sarà mai il Tirreno e la mattina fa freddo. Le spiagge di sabbia vicino alla città di Sevan sono le più comode con bambini piccoli.
Serve un'assicurazione sanitaria per i bambini?
Sì. L'Armenia non è nell'Unione Europea e la tessera sanitaria italiana non vale. Stipulate una polizza di viaggio che copra spese mediche e rimpatrio per tutta la famiglia. Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per entrare, ma vale la pena parlarne con il pediatra qualche settimana prima della partenza.

