Imparare qualche frase utile in armeno prima di partire cambia il viaggio più che in quasi ogni altro paese, semplicemente perché pochissimi visitatori ci provano. Qui trovate l’alfabeto di Mesrop Mashtots, come suona davvero l’armeno, se bastano inglese e russo, e un frasario di quasi quaranta espressioni scritte in pronuncia italiana.
| In breve | Dettaglio |
|---|---|
| Famiglia linguistica | Indoeuropea, ma un ramo isolato senza parenti stretti |
| Alfabeto | 38 lettere, create intorno al 405 d.C. da Mesrop Mashtots |
| Varietà principali | Armeno orientale (qui) e armeno occidentale (diaspora) |
| Seconde lingue | Russo quasi universale sopra i 40, inglese diffuso sotto i 30 |
| Scrittura | Da sinistra a destra, perfettamente fonetica, con maiuscole e minuscole |
| La parola che sentirete di più | Jan, un vezzeggiativo attaccato a quasi ogni nome |
Un alfabeto con una data di nascita e un autore
Quasi tutti gli alfabeti si sono evoluti. Quello armeno è stato inventato. Intorno al 405 dopo Cristo il monaco e studioso Mesrop Mashtots progettò una scrittura pensata apposta per l’armeno, nel momento in cui il paese era appena diventato il primo stato al mondo ad adottare il cristianesimo e serviva una Bibbia leggibile. Produsse trentasei lettere, una per ogni suono, senza avanzi e senza buchi. Nel dodicesimo secolo se ne aggiunsero due per i suoni arrivati con i prestiti, e così siamo a trentotto.
Per chi viaggia questo ha una conseguenza pratica: l’armeno si scrive esattamente come si pronuncia. Imparate le lettere e potrete leggere ad alta voce qualunque parola, anche mai vista. Non esistono lettere mute pronte a tradirvi. La scrittura la vedrete scolpita ovunque, e nel villaggio di Oshakan c’è un monumento in cui ogni singola lettera è una scultura di pietra a sé.
Graficamente è inconfondibile: non somiglia né al greco né al latino, né al cirillico né al georgiano. Spaesa per un giorno e poi diventa uno dei piaceri del posto.

Come suona l’armeno
Denso, ricco di consonanti e più grave della maggior parte delle lingue europee. Ci sono suoni che l’italiano non ha: una kh gutturale come la j spagnola di Jorge, una gh morbida prodotta in gola, molto simile alla r moscia francese, e distinzioni a tre fra consonanti dove noi ne abbiamo due. In compenso i suoni z e dz vengono facili a un italiano, mentre fanno impazzire gli inglesi.
L’accento cade quasi sempre sull’ultima sillaba. Se ricordate una cosa sola, ricordate questa: si dice ba-RÉV, non BÀ-rev, e shnor-ha-ka-lu-TIÙN. Solo così suonerete già tre volte meglio della media dei visitatori.
Armeno orientale e armeno occidentale, e perché riguarda anche Venezia
Esistono due forme standard. L’armeno orientale è la lingua ufficiale della Repubblica d’Armenia e degli armeni d’Iran: è quello che sentirete in questo viaggio. L’armeno occidentale nacque fra gli armeni dell’Impero ottomano e vive oggi nella diaspora, in Libano, Siria, Francia, Stati Uniti, Argentina e Italia. L’UNESCO lo classifica come lingua in pericolo.
Per un lettore italiano questo ha un risvolto concreto e affascinante: la comunità armena d’Italia, e soprattutto l’isola veneziana di San Lazzaro degli Armeni, dove i padri mechitaristi stampano libri e dizionari dal 1717, appartengono al mondo occidentale. Lord Byron andò lì nel 1816 a studiare l’armeno perché voleva, disse, una lingua abbastanza difficile da tenergli occupata la mente. Se avete imparato qualche parola a Venezia o a Milano, aspettatevi che a Yerevan vi correggano con un sorriso: le due varietà condividono l’alfabeto e si capiscono con fatica, ma parecchie consonanti sono scambiate. Dove l’orientale dice b, d, g, l’occidentale dice p, t, k. Quindi barev diventa parev.
Bastano inglese e russo?
Onestamente sì, quasi sempre. Ecco il quadro reale.
Il russo è la carta più sicura fuori dalla capitale. Era la seconda lingua obbligatoria della scuola sovietica e praticamente tutti sopra i quarant’anni lo parlano con disinvoltura: tassisti, ambulanti, ospiti delle guesthouse, custodi dei musei. Nei centri minori molti menù esistono solo in armeno e russo.
L’inglese è cresciuto moltissimo dal 2010 circa ed è ormai la lingua straniera dei giovani armeni. Nel centro di Yerevan potete passare una settimana intera senza altro. Fuori città cala in fretta, e in un villaggio del Vayots Dzor o del Lori potreste non trovare nessuno.
L’italiano lo parla qualche guida veterana e qualcuno che ha lavorato in Italia, ma non contateci. Il consiglio pratico: scaricate il pacchetto armeno offline nell’app di traduzione, imparate le frasi qui sotto e fidatevi del fatto che fra gesti, telefono e il nipote chiamato dalla stanza accanto la comunicazione avviene sempre. Sul perché il nipote venga sempre chiamato, leggete cultura armena e ospitalità.
Come leggere la pronuncia qui sotto
Le trascrizioni sono pensate per essere lette come se fossero italiano. Alcune convenzioni:
- kh è gutturale, come la j spagnola di Jorge.
- gh è la r moscia alla francese, non una g dura.
- sh si legge come sc in scena.
- c si legge sempre come in ciao, mai come in casa. Per il suono duro usiamo k.
- j si legge come la j francese di jour.
- z è sorda come in pizza, dz è sonora come in zona.
- L’accento segnato indica la sillaba tonica, quasi sempre l’ultima.
Saluti e cortesia
| Armeno | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Բարև ձեզ | ba-RÉV dzez | Buongiorno (sempre adatto) |
| Բարև | ba-RÉV | Ciao (fra amici e giovani) |
| Բարի լույս | ba-RI luìs | Buon mattino |
| Բարի երեկո | ba-RI ie-re-KO | Buonasera |
| Ցտեսություն | zte-su-TIÙN | Arrivederci |
| Շնորհակալություն | shnor-ha-ka-lu-TIÙN | Grazie |
| Մերսի | mer-SÌ | Grazie (prestito, usatissimo) |
| Խնդրեմ | khn-DRÉM | Per favore, e anche prego |
| Այո | a-IÒ | Sì |
| Ոչ | vòc | No |
| Ներեցեք | ne-re-ZÉK | Scusi (per rivolgersi) |
| Կներեք | kne-RÉK | Mi scusi (per scusarsi) |
| Ինչպե՞ս եք | inc-PÉS ek | Come sta? |
| Լավ եմ | LAV em | Sto bene |
Quando siete in difficoltà
| Armeno | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Դուք անգլերեն խոսու՞մ եք | duk an-gle-RÉN kho-SÙM ek | Parla inglese? |
| Ես հայերեն չեմ խոսում | ies ha-ie-RÉN cem kho-SÙM | Non parlo armeno |
| Չեմ հասկանում | cem has-ka-NÙM | Non capisco |
| Օգնեցեք | og-ne-ZÉK | Aiuto |
| Որտե՞ղ է | vor-TÉGH e | Dov’è…? |
| Զուգարանը որտե՞ղ է | zu-ga-RA-ne vor-TÉGH e | Dov’è il bagno? |
| Ձախ / Աջ / Ուղիղ | dzakh / agi / u-GHIGH | Sinistra / destra / dritto |
| Ի՞նչ արժե | inc ar-JÉ | Quanto costa? |
| Շատ թանկ է | shat tank e | È troppo caro |
| Կանգնեք, խնդրեմ | kang-NÉK, khn-DRÉM | Si fermi qui, per favore |
I numeri, che servono al mercato e in taxi: mek (1), ier-KU (2), ie-RÉK (3), cors (4), hing (5), vez (6), iot (7), ut (8), i-NE (9), TA-se (10), ksan (20), har-IÙR (100), ha-SÀR (1000).
A tavola
| Armeno | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Ջուր | giur | Acqua |
| Հաց | haz | Pane |
| Սուրճ / Թեյ | surc / tei | Caffè / tè |
| Գինի / Գարեջուր | ghi-NI (g dura, come in ghiro) / ga-re-GIUR | Vino / birra |
| Համեղ է | ha-MÉGH e | È buonissimo |
| Ես բուսակեր եմ | ies bu-sa-KÉR em | Sono vegetariano |
| Միս չեմ ուտում | mis cem u-TÙM | Non mangio carne |
| Հաշիվը, խնդրեմ | ha-SHI-ve, khn-DRÉM | Il conto, per favore |
| Բարի ախորժակ | ba-RI a-khor-JÀK | Buon appetito |
| Կենաց | ke-NÀZ | Salute, cin cin |
L’ultima voce si merita il posto. I pasti armeni vanno avanti a brindisi, e uno straniero che alza il bicchiere e dice kenaz è di fatto entrato in famiglia. Su cosa state brindando trovate la guida al vino armeno, e i piatti stanno nella guida alla cucina armena.

Leggere insegne e menù
Le targhe stradali di Yerevan sono in armeno e in caratteri latini, spesso anche in russo. Fuori dalle rotte turistiche restano solo in armeno. Queste parole conviene riconoscerle a colpo d’occhio, anche senza saper leggere le lettere:
- ՄՈՒՏՔ (mutk) entrata, ԵԼՔ (ielk) uscita
- ԲԱՑ (baz) aperto, ՓԱԿ (pak) chiuso
- ԶՈՒԳԱՐԱՆ (zu-ga-RAN) bagno
- ԴԵՂԱՏՈՒՆ (de-gha-TUN) farmacia, ՀԻՎԱՆԴԱՆՈՑ (hi-van-da-NOZ) ospedale
- ՈՍՏԻԿԱՆՈՒԹՅՈՒՆ (vos-ti-ka-nu-TIÙN) polizia
- ԿԱՆԳԱՌ (kan-GAR) fermata, ՇՈՒԿԱ (shu-KA) mercato
- ԴՐԱՄ (dram) la valuta, sui cartellini scritta ֏
Sui menù aiutano hav (pollo), khoz (maiale), gar (agnello), dzuk (pesce), panir (formaggio), aghzan (insalata), apur (zuppa), kartofil (patate) e brindz (riso). Con questo vocabolario ve la cavate in qualsiasi trattoria di villaggio. Vi servirà soprattutto in viaggio, per esempio sull’Armenia del sud on the road o lungo il nostro itinerario dell’Armenia in 10 giorni.
Tre parole che faranno illuminare chiunque
Ջան (gian) si aggiunge dopo un nome, o anche dopo un sostantivo, e significa qualcosa fra caro e tesoro. Anna gian, mama gian. Lo usano tutti con tutti, di continuo, e usarlo bene è il modo più rapido per sembrare del posto.
Ապրես (ap-RÉS) alla lettera vuol dire che tu possa vivere e si usa per bravo, ben fatto, grazie di questo. Ditelo all’uomo che vi porge l’albicocca perfetta.
Ցավդ տանեմ (zavd ta-NÉM) significa che io prenda il tuo dolore. È quello che una nonna dice a un bambino, e in italiano non esiste un equivalente. Lo sentirete, e quando lo capirete avrete capito qualcosa di questo paese.
Le nostre guide insegnano agli ospiti qualche frase il primo giorno e poi si godono in silenzio la reazione dei negozianti. Se volete viaggiare con qualcuno che vi traduce il brindisi oltre al menù, date un’occhiata ai nostri tour.
Domande frequenti
Si può viaggiare in Armenia parlando solo inglese?
A Yerevan sì. Personale d'albergo, guide, camerieri del centro e quasi chiunque abbia meno di trent'anni se la cava bene in inglese. Fuori dalla capitale la cosa si assottiglia in fretta e nei villaggi può non trovare nessuno. Dieci frasi in armeno e un'app di traduzione con il pacchetto offline scaricato coprono comodamente il vuoto.
Il russo serve ancora in Armenia?
Moltissimo. Il russo era la seconda lingua obbligatoria della scuola sovietica e quasi tutti sopra i quarant'anni lo parlano bene, compresi tassisti, ambulanti dei mercati e proprietari di case per ospiti. I giovani preferiscono l'inglese, quindi le due lingue insieme coprono praticamente ogni situazione.
Quante lettere ha l'alfabeto armeno?
Oggi trentotto. Mesrop Mashtots creò le trentasei originali intorno al 405 dopo Cristo, e altre due furono aggiunte nel dodicesimo secolo per rendere suoni arrivati con i prestiti linguistici. È una scrittura del tutto autonoma, non imparentata con nessun altro alfabeto oggi in uso.
Che differenza c'è tra armeno orientale e occidentale?
L'armeno orientale è la lingua della Repubblica d'Armenia e degli armeni d'Iran, ed è quello che sentirete in viaggio. L'armeno occidentale appartiene alla diaspora discesa dalle province ottomane ed è classificato dall'UNESCO come lingua in pericolo. Condividono l'alfabeto ma diverse consonanti sono scambiate sistematicamente nella pronuncia.
Che legame c'è tra l'Armenia e Venezia?
Un legame antico e vivo. Dal 1717 l'isola veneziana di San Lazzaro degli Armeni ospita la congregazione mechitarista, che lì ha stampato dizionari e libri in armeno per tre secoli. Lord Byron vi studiò la lingua nel 1816. La varietà coltivata a Venezia è però l'armeno occidentale, diverso da quello che si parla a Yerevan.

