I monasteri più belli dell’Armenia non stanno tutti in una città. Stanno in fondo alle gole, su speroni di roccia e sopra i valichi, e arrivarci fa parte dell’esperienza. Tatev, Geghard, Noravank, Haghpat, Sanahin, Sevanavank, Khor Virap, Etchmiadzin, Goshavank e Amberd coprono diciassette secoli di architettura. Ecco come scegliere.
Percorriamo queste strade da anni con viaggiatori che arrivano aspettandosi qualche chiesa antica e ripartono avendo capito come un paese piccolo abbia tenuto insieme la propria identità usando la pietra. Quello che segue è un giudizio onesto: quali meritano ore di macchina, quali si possono saltare se il tempo è poco, e come si incastrano in itinerari veri.
| Monastero | Fondazione | Da Yerevan | Perché andarci |
|---|---|---|---|
| Geghard | IV sec., chiesa attuale 1215 | 45 min | Chiese scavate nella roccia, UNESCO |
| Garni e gola dell’Azat | Tempio I sec. d.C. | 40 min | Tempio romano, colonne di basalto |
| Khor Virap | VII sec., cappella 1662 | 45 min | L’Ararat di fronte, la fossa di San Gregorio |
| Etchmiadzin | 301-303 d.C. | 30 min | Chiesa madre degli armeni, UNESCO |
| Sevanavank | 874 d.C. | 1 h 15 | Il lago Sevan da un promontorio a 1.900 m |
| Goshavank | dal 1188 | 2 h | Bosco e il khachkar più fine del paese |
| Haghpat e Sanahin | X secolo | 3 h | I grandi complessi del Lori, UNESCO 1996 |
| Noravank | XIII e XIV secolo | 2 h | Falesie rosse, la chiesa a due piani di Momik |
| Tatev | 895-906 d.C. | 4 h, o funivia | Gola del Vorotan, la funivia va e vieni più lunga |
| Amberd | Chiesa 1026, fortezza prima | 1 h 15 | Fortezza e chiesa a 2.300 m sull’Aragats |
Perché i monasteri armeni sono diversi
Chi ha in testa le abbazie romaniche italiane nota subito lo scarto. Le chiese armene sono piccole dentro ed enormi come presenza. I costruttori lavoravano il tufo scuro e il basalto, mettevano sopra il quadrato centrale una cupola con tetto conico, e concentravano la decorazione sul portale, sul tamburo e sui khachkar, le pietre a croce che circondano ogni complesso come un archivio scolpito.
La seconda differenza è che non sono quasi mai ruderi con biglietteria. Sono chiese vive. Una famiglia accende candele per un neonato, un prete canta da solo in una cappella laterale, un corteo nuziale arriva con tre auto. Nulla di tutto questo è messo in scena per i turisti. L’Armenia ha adottato il cristianesimo come religione di stato nel 301, e questi edifici sono la prova fisica ininterrotta di quella scelta.
L’ingresso è gratuito quasi ovunque. Sembra un dettaglio, ma su due settimane di viaggio culturale fa una differenza reale rispetto a un itinerario equivalente in Italia o in Grecia. Qui il budget se ne va in trasporti, non in biglietti.
Geghard: il monastero dentro la montagna
Geghard è il primo che consigliamo sempre. La chiesa principale, la Katoghike, risale al 1215 sotto i principi Zakarian, ma la parte straordinaria sono gli ambienti ricavati scavando la parete rocciosa: una sorgente che continua a scorrere dentro il monte e una cappella superiore raggiungibile per una scala tagliata nella stessa roccia. Se avete visto le chiese rupestri dei Sassi di Matera, riconoscerete la logica, ma qui la scala è monumentale e la pietra è lavorata come in un cantiere gotico.
L’acustica del gavit è tale che quasi ogni giorno vi cantano gruppi armeni a cappella, e una sola nota tenuta riempie l’intera sala. Il nome viene da geghard, la lancia che avrebbe trafitto il costato di Cristo, custodita qui per secoli e oggi nel tesoro di Etchmiadzin. Il monastero e l’alta valle dell’Azat sono patrimonio UNESCO dal 2000. Si combina con Garni in mezza giornata: per questo la nostra escursione di mezza giornata a Garni e Geghard è la più richiesta. Tutti i dettagli nella guida a Garni e Geghard.

Tatev: quello per cui vale la pena perdere un giorno intero
Tatev fu fondato tra l’895 e il 906 e nel Trecento era un’università con centinaia di studiosi. Sta su uno sperone sopra la gola del Vorotan, nel Syunik, all’estremo sud, ed è stato per quasi tutta la sua storia difficilissimo da raggiungere. Dall’ottobre 2010 la funivia Wings of Tatev attraversa la gola in circa dodici minuti su 5,7 chilometri, riconosciuta dal Guinness come la più lunga funivia a va e vieni del mondo.
Andata e ritorno costano in genere tra i 15 e i 22 euro nel 2026, ma il gestore cambia le tariffe per stagione, quindi verificate prima. Da Yerevan sono circa quattro ore di strada: mettete in conto un pernottamento o una giornata molto lunga. Nella guida al monastero di Tatev e alla funivia trovate gli orari, mentre il tour di due giorni a Tatev è il modo tranquillo di farlo.
Noravank: falesie rosse e una scala senza corrimano
Noravank sta in fondo a un canyon stretto di roccia rossa nel Vayots Dzor, e la strada di accesso vale quanto l’arrivo. La chiesa di Surb Astvatsatsin, del 1339, è opera di Momik, architetto, scultore e miniatore nella stessa persona. Alla cappella superiore si sale per gradini in pietra a sbalzo che escono dalla facciata, larghi una ventina di centimetri, senza nulla a cui aggrapparsi. C’è ancora chi li affronta. Andateci nel tardo pomeriggio, quando le pareti diventano color ruggine e il tufo della chiesa inizia a scaldarsi di luce.
Da Yerevan sono un’ora e mezza o due, e accanto ci sono i paesi del vino di Areni. Ne parliamo nella guida a Noravank e alla regione vinicola di Areni.
Khor Virap: l’Ararat a portata di mano
Khor Virap non è l’edificio più bello di questo elenco, e non ne ha bisogno. Sta su una collinetta nella piana dell’Ararat, e dietro c’è il monte Ararat, 5.137 metri, che riempie tutto il cielo. La montagna oggi sta in Turchia e il confine passa a poche centinaia di metri dal parcheggio. Qui Gregorio l’Illuminatore rimase tredici anni in una fossa per ordine del re Trdat III, prima di guarirlo e convertire il regno. Nella fossa, profonda circa sei metri, si scende con una scaletta di metallo, se non soffrite di claustrofobia.
Andateci presto. D’estate la foschia inghiotte la montagna già verso mezzogiorno. La guida a Khor Virap e al monte Ararat spiega le finestre migliori per le foto e come unire il sito ad Areni e Noravank in una sola giornata.
Etchmiadzin: la chiesa madre
Vagharshapat, che tutti chiamano Etchmiadzin, è la sede del Catholicos e custodisce quella che molti considerano la cattedrale più antica del mondo, fondata tra il 301 e il 303. Dopo un lungo restauro strutturale è di nuovo aperta, e nel tesoro si trovano la lancia di Geghard e un frammento ligneo attribuito all’arca di Noè. Architettonicamente più pure della cattedrale sono le chiese di Surb Hripsime, 618, e Surb Gayane, 630, che fanno parte della stessa iscrizione UNESCO insieme alle rovine di Zvartnots. Mezz’ora da Yerevan, facile da inserire nel transfer dall’aeroporto.
Haghpat e Sanahin: la coppia del Lori
Due complessi del X secolo a pochi chilometri l’uno dall’altro nella provincia settentrionale del Lori, alti sopra il canyon del Debed, iscritti insieme all’UNESCO nel 1996. Haghpat fu fondato nel 976 sotto la regina Khosrovanush. Il nome Sanahin si traduce di solito con “questo è più antico di quello”, il che dice tutto sulla rivalità locale. Sanahin ha uno scriptorium coperto e una sala di accademia, Haghpat ha la posizione migliore e un campanile isolato.
Sono a tre ore a nord di Yerevan, quindi non una gita in giornata ma parte di un itinerario nel nord dell’Armenia, con una notte a Dilijan o ad Alaverdi.
Sevanavank, Goshavank e Amberd
Sevanavank
Fondato nell’874 dalla principessa Mariam, figlia del re Ashot I, su quella che allora era un’isola del lago Sevan. Il prelievo d’acqua in epoca sovietica ha abbassato il livello di una ventina di metri e l’isola è diventata penisola, così oggi si sale una scalinata invece di approdare in barca. Due chiese scure, moltissimo cielo, acqua color acciaio a 1.900 metri. Si abbina a Dilijan: vedete le escursioni da Yerevan e la guida al lago Sevan.
Goshavank
In un paese sopra Dilijan, fondato dal 1188 dal giurista e studioso Mkhitar Gosh, che qui scrisse il primo codice di leggi armeno. Il motivo per venirci è un oggetto solo: il khachkar scolpito dal maestro Poghos nel 1291, lavorato così finemente che la pietra sembra merletto. I fotografi restano venti minuti davanti a quella singola lastra.
Amberd
Non un monastero in senso stretto ma una fortezza con annessa la chiesa Vahramashen del 1026, a circa 2.300 metri sul versante sud dell’Aragats. La strada è in genere aperta da fine maggio a ottobre e chiusa dalla neve il resto dell’anno. Con l’aria pulita si vede tutta la piana dell’Ararat sotto di voi. Interessa soprattutto chi pensa al trekking in Armenia.

Come combinarli senza passare la vacanza in auto
- Mezza giornata: Garni e Geghard, quattro o cinque ore porta a porta.
- Un giorno a sud: Khor Virap, una cantina ad Areni, Noravank. Circa nove ore, la giornata migliore del paese.
- Un giorno a nord-est: Sevanavank, Dilijan, Goshavank e Haghartsin, circa nove ore.
- Due giorni nel sud profondo: Yerevan fino a Tatev con notte a Goris o nel paese di Tatev, rientro per il Vayots Dzor.
- Due giorni a nord: Haghpat, Sanahin, Odzun e Akhtala, dormendo a Dilijan o ad Alaverdi.
Una settimana basta per vederli tutti e dieci con calma, ed è grosso modo la struttura del nostro tour classico di sette giorni.
Siamo un piccolo operatore di Yerevan e viaggiamo con chi parte da solo o in coppia, in gruppi abbastanza piccoli da potersi fermare quando la luce è giusta. Date un’occhiata ai nostri tour e scriveteci cosa vi interessa davvero.
Note pratiche prima di partire
Come arrivare. Voli diretti da Milano Malpensa e Roma Fiumicino, con frequenze variabili durante l’anno, oppure scali via Vienna, Varsavia, Istanbul o Doha. Il diretto dura circa quattro ore e mezza. Quasi tutti gli aerei atterrano nel cuore della notte: è normale a Yerevan e i taxi sono regolarmente in attesa.
Abbigliamento. Spalle e ginocchia coperte sono buona educazione. Nessuno vi fermerà alla porta, ma state entrando in una chiesa in uso. Il velo non serve.
Scarpe. I pavimenti in pietra sono levigati e spesso bagnati, e i sentieri ad Amberd, Noravank e Tatev sono ruvidi. Le scarpe da ginnastica sono il minimo.
Fotografie. Consentite quasi ovunque, anche all’interno. Non fotografate chi prega, e durante un battesimo o un funerale mettete via la macchina.
Contanti. Portate dram in banconote piccole. Le bancarelle davanti a Geghard, Noravank e Sevanavank vendono frutta secca, gata e sujukh, e nessuna accetta carte.
Quando andare
Da fine aprile a metà giugno è la finestra migliore. Le gole sono verdi, i valichi per Amberd e Tatev aperti, la luce pulita. Settembre e ottobre valgono quasi altrettanto, con la vendemmia intorno a Noravank e la festa del vino di Areni a inizio ottobre. Luglio e agosto sono caldi nella piana dell’Ararat e foschi per i panorami di montagna, mentre il Lori e Dilijan restano piacevoli.
L’inverno è sottovalutato, se accettate i limiti. Amberd chiude, la strada del sud verso Tatev può restare bloccata un giorno dopo una nevicata forte. Ma Geghard con la neve sulle pareti e quasi nessuno intorno vi resterà in mente più a lungo di qualsiasi visita estiva. Ne parliamo in quando andare in Armenia.
Se dovete sceglierne solo tre
Geghard per la scultura, Noravank per il paesaggio, Tatev per la scala. E Khor Virap se le previsioni promettono un mattino limpido, perché l’Ararat dietro quella piccola collina è l’immagine che quasi tutti si portano a casa dall’Armenia.
Domande frequenti
Se ho tempo per un solo monastero armeno, quale scelgo?
Geghard. Le chiese scavate direttamente nella roccia non hanno equivalenti altrove e il monastero dista appena 40 chilometri da Yerevan. Si abbina naturalmente al tempio di Garni in mezza giornata. Se invece avete un giorno intero e cercate lo spettacolo puro, andate a Tatev e prendete la funivia sopra la gola del Vorotan.
I monasteri armeni si pagano?
Quasi mai. Geghard, Noravank, Tatev, Khor Virap, Haghpat e Sanahin sono chiese vive, non musei, e non hanno biglietteria. Le eccezioni sono il tempio di Garni, che è un sito archeologico statale, e la funivia di Tatev, che si paga a parte.
Quanti monasteri armeni sono patrimonio UNESCO?
Tre iscrizioni riguardano complessi monastici. Haghpat e Sanahin sono state inserite nel 1996, Geghard con l'alta valle dell'Azat nel 2000, e nello stesso anno la cattedrale e le chiese di Etchmiadzin insieme al sito archeologico di Zvartnots. Tatev e Noravank sono per ora solo nella lista propositiva.
Come si arriva in Armenia dall'Italia?
Ci sono voli diretti da Milano Malpensa e da Roma Fiumicino verso Yerevan, con frequenze che cambiano molto a seconda della stagione, più numerosi scali via Vienna, Varsavia, Istanbul o Doha. Il volo diretto dura circa quattro ore e mezza. Quasi tutti gli arrivi sono notturni, è la norma locale e i taxi ci sono comunque.
Come ci si veste per entrare in un monastero armeno?
Con molta più libertà che in una basilica italiana. Spalle e ginocchia coperte sono una cortesia, il velo non è richiesto alle donne ma è apprezzato durante una funzione. Conta di più avere scarpe chiuse e con suola: i pavimenti in pietra sono levigati e spesso umidi, e i sentieri di accesso sono sconnessi.

